Luigi Bravi

Luigi Bravi (Urbino, 15 novembre 1972) si è formato nell'Università degli Studi di Urbino, laureandosi nel 1996 nell’insegnamento di Metrica e ritmica greca (relatore Roberto Pretagostini). Ha frequentato il Dottorato di ricerca in Letteratura e filologia greca nell’Università degli Studi di Urbino (tutor Paola Angeli Bernardini) condotto a termine nel 2000. Nella stessa sede ha anche goduto di una Borsa di studio post-dottorato (2000- 2002) e di un Assegno di ricerca (2002-2005).

Dal 2005 è ricercatore di filologia classica nell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara; qui dal 2008 insegna Teatro e drammaturgia antica, dopo aver insegnato Istituzioni di civiltà e letterature classiche (2005-2008) e Cultura e letteratura del mondo greco (2007-2008).

È nella redazione della "Rivista di cultura classica e medioevale". Ha partecipato a vari convegni nazionali ed internazionali ed anche a progetti di ricerca finanziati (PRIN); ha avuto incarichi di valutazione per riviste scientifiche internazionali e per progetti e borse di studio. Membro del comitato organizzativo e docente della Scuola estiva di metrica e ritmica greca di Urbino dalla sua istituzione nel 2011.

L’attività scientifica si concentra intorno ai seguenti argomenti:

la metrica greca: con attenzione specialmente all’analisi dei testi frammentari e allo studio della trasmissione dell’assetto colometrico delle parti liriche dei testi teatrali, in particolare comici;

la commedia greca: in riferimento alle sue forme dell’espressione e alle sue strutture;

l’epigramma greco: la sua trasmissione e tradizione come fenomeno culturale, la nascita e lo sviluppo del corpus simonideo, la formazione di nuclei tematici (storia, sport, arte...) sia nell’epigramma arcaico sia in quello ellenistico (Posidippo);

la storia dei manoscritti: vicende di dispersione dei codices urbinates graeci;

tradizione manoscritta di storici greci (Arriano, Diodoro Siculo, Polibio);

la sopravvivenza dell’antico in autori moderni: le rielaborazioni di Alberto Savinio e Paolo Volponi.