Andrea Colore

Dottoranda/o: Andrea Colore (38 ciclo, borsa di ateneo)
Docente tutor: prof.ssa Monica Berté, prof.ssa Rossana Guglielmetti (co-tutor, Università degli Studi di Milano)
S.S.D.: FLMR-01/A Letteratura latina medievale e umanistica (L-FIL-LET/08)
Titolo della tesi: Edizione critica, traduzione e commento dei “Planctus” di Pietro Abelardo e delle sequenze “Virgines caste”, “De profundis ad te clamantium” e “Epithalamica dic sponsa”
Abstract: Pietro Abelardo (1079-1142) non fu solo uno dei massimi filosofi del secolo XII, ma fu anche poeta. Scrisse una serie di inni dedicati alle monache dell’oratorio del Paracleto da lui fondato, un carme didascalico per il figlio Astrolabio e un gruppo di sei Planctus. Questi ultimi sono stati pubblicati per la prima volta da Carl Greith nel 1838 e successivamente riportati all’interno della Patrologia Latina nel 1855. Ai primi anni del Novecento risale l’edizione di Fortunato Laurenzi e al 1951 risale l’edizione di Giuseppe Vecchi, un punto di partenza imprescindibile (per quanto ormai datato) per lo studio di questi componimenti. Una nuova edizione di questi componimenti non solo permetterebbe di fornire un approfondimento aggiornato, ma anche di interpretare dei testi che per lungo tempo hanno subito la soverchiante interpretazione di natura autobiografica: in questo modo, l’edizione costituirebbe un primo studio organico su tutti e sei i componimenti, spesso indagati singolarmente, fuori dal loro effettivo contesto di produzione e ricezione e al di là delle relazioni con gli altri e le opere del Maestro Palatino. A ciò si aggiunge l’edizione di tre poesie che a lungo sono state attribuite al filosofo, data la presenza nel manoscritto Paris, BNF, Lat., n.a. 3126, uno dei testimoni che contiene il sesto planctus.