Secondo Convegno Dottorale -15 e 16 ottobre 2026
I dottorandi del corso di Dottorato in Cultural Heritage Studies. Texts, Writings, Images dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara sono lieti di invitare alla partecipazione alla seconda edizione del Convegno Dottorale promosso dal Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali. Tema del convegno, dalla spiccata caratterizzazione interdisciplinare, sono le Prospettive decentrate del sapere.
Il convegno intende promuovere una riflessione sui processi di costruzione, trasmissione e reinterpretazione della conoscenza e del patrimonio culturale, dall’antichità all’età contemporanea, con particolare attenzione a contesti periferici, tradizioni non canoniche, pratiche culturali marginali e dinamiche di inclusione ed esclusione che contribuiscono alla formazione dei sistemi di sapere.
In questa prospettiva, le diverse discipline dialogano tra loro per indagare come ricezione, sperimentazione e circolazione contribuiscano a ridefinire continuamente i confini della conoscenza. La marginalità emerge dunque come categoria che attraversa oggetti, metodi e pratiche di ricerca, favorendo un dialogo interdisciplinare.
L’iniziativa valorizza l’incontro tra diversi settori — archeologici, storicoartistici, filosofici, filologici, letterari, storici e digitali — e si propone di esplorare il ruolo delle fonti materiali, testuali e visuali nella definizione, circolazione e trasformazione dei saperi nel tempo.
Le proposte d’intervento potranno focalizzarsi, senza tuttavia esaurirsi, sui
seguenti ambiti di ricerca:
Margini materiali del testo, del manufatto artistico e dei contesti archeologici: tracce della scrittura e della fruizione dei testi
dall’antichità alla contemporaneità (marginalia, segni paragrafematici,correzioni, complessi paratestuali, scholia e pratiche di annotazione);
aspetti materiali del libro e dei prodotti artistici, miniature e mediazioni visive del testo, ostraka, sigilli, aspetti decorativi di ceramica, scultura e
dipinti; cornici e supporti; margini fisici degli spazi in una realtà archeologica (città, necropoli, aree produttive, lavorative, sociali);
tracce d’uso e pratiche di devozione come graffiti ed epigrafi.
Riscrittura, stratificazione e delocalizzazione del sapere e del
patrimonio culturale: revisioni, interpolazioni, adattamenti e traduzioni; dinamiche di canonizzazione e decanonizzazione, anti-canone e
recupero di autori dimenticati; marginalità culturali e linguistiche (circolazione dei testi in lingue minori, dialetti e dinamiche di accesso ed esclusione in rapporto con le tradizioni); rapporti centro-periferia per lo sviluppo e la circolazione dei linguaggi letterari e artistici;
diffusione di modelli artistici, copie e riproduzioni seriali; archeologia delle frontiere, commerci e scambi.
Archivi, collezioni e forme della memoria culturale: manoscritti, taccuini degli artisti nella pratica di bottega, stampa e ambienti digitali; archivi
minori, biblioteche personali, archivi palaziali; conservazione, trasmissione e oblio del sapere.
Interdisciplinarità e metodi di analisi: dialoghi tra filologia, paleografia, critica letteraria, linguistica, storia culturale, archeologia, discipline storico-artistiche e Digital Humanities; metodi per lo studio delle fonti
marginali e approcci non canonici, inclusa l’analisi della produzione figurativa e dei contesti materiali.
Sono coinvolti i seguenti ambiti scientifico-disciplinari:
ARCH-01/D, ARTE-01/A, ARTE-01/B, ARTE-01/C, ARTE-01/D, FICP-01/A, FLMR-01/A, HELL-01/B, HIST-01/A, HIST-04/D, LATI-01/A, STAN-01/A, STAN-01/B.